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Menopausa: un momento importante nella vita delle donne

Menopausa: un momento importante nella vita delle donne

La vita di ogni donna è caratterizzata da diverse fasi fisiologiche, accompagnate da vari cambiamenti. Una di queste è la menopausa, che in genere si presenta intorno ai 45-55 anni. L’organismo deve adattarsi a delle variazioni significative e per dare la giusta lettura ai vari sintomi che si possono presentare è importante chiedere la consulenza di uno specialista. In questo modo avrete la possibilità di prevenire o, se si sono già sviluppate, gestire in modo adeguato alcune patologie associate alla comparsa della menopausa.

Quando possiamo parlare di menopausa?

La menopausa coincide con la scomparsa delle mestruazioni, che avviene quando le ovaie cessano di produrre gli estrogeni e il progesterone, ossia gli ormoni che rendono una donna fertile. Questo processo avviene in modo graduale attraverso tre stadi, durante i quali si possono o meno avvertire dei sintomi.
Le tre fasi sono: perimenopausa, menopausa e post-menopausa.

Perimenopausa

Alcuni dei sintomi che possono insorgere durante il primo stadio sono:

  • irregolarità del ciclo mestruale, che può essere caratterizzato da un flusso scarso o troppo intenso e avere una durata variabile. Inoltre le mestruazioni piuttosto che ricorrere mediamente ogni 28 giorni, si possono ripetere dopo circa metà mese o dopo diversi mesi;
  • vampate di calore;
  • disturbi del sonno;
  • mal di testa;
  • alterazioni dell’umore;
  • scarso desiderio sessuale;
  • sovrappeso;
  • scarsa memoria;
  • dolori alle articolazioni.

Menopausa

A volte si commette l’errore di pensare che si è in menopausa quando si iniziano ad avvertire i disturbi che abbiamo elencato sopra. In realtà si entra in questa fase dopo un anno dall’ultima mestruazione e tali sintomi diventeranno più intensi.

Post-menopausa

In questo stadio, che accompagnerà il resto della vita della donna, scompariranno molti dei disturbi che riguardano i primi due. Tuttavia la mancanza totale degli ormoni legati alla fertilità la espone di più a malattie come l’osteoporosi o che colpiscono l’apparato cardiovascolare.

Menopausa e patologie cardiovascolari

Gli estrogeni hanno un’azione protettiva nei confronti dell’apparato cardiovascolare e influiscono positivamente sul metabolismo. Quest’ultimo subisce delle variazioni con il venir meno della produzione di tali ormoni durante la menopausa, e ciò può comportare l’aumento del peso corporeo e della pressione arteriosa, possibili cause della comparsa di malattie cardiovascolari.

Cosa fare per tutelarsi?

Sicuramente la prevenzione è la strada migliore da intraprendere per affrontare al meglio l’arrivo della menopausa che, come abbiamo visto, comporta numerosi cambiamenti nella vita delle donne. Sottoporsi a una visita ginecologica è il primo passo da fare. Lo specialista vi consiglierà quali esami effettuare e, se necessario, vi prescriverà una terapia da seguire.
È inoltre consigliabile effettuare un’ecografia transvaginale e il pap-test ogni 18-24 mesi, per diagnosticare l’eventuale presenza di neoplasie nell’utero.

Visite specialistiche ed esami diagnostici

Presso CENTER MED potete prenotare in tempi brevi visita ginecologica, ecografia e pap-test.

Se sospettate di avere problemi che riguardano il cuore, potete prenotare la visita cardiologica, gli esami necessari per diagnosticare l’eventuale presenza di anomalie cardiache e, se necessario, intraprendere un percorso di cura.

Nel nostro Centro è possibile sottoporsi anche all’ECG di base.

Per informazioni e prenotazioni potete contattarci ai seguenti recapiti telefonici: 06 508079206 5080755.

Effetti benefici dei semi oleosi sulla salute

Effetti benefici dei semi oleosi sulla salute

Sono numerose le possibilità che abbiamo per puntare sulla prevenzione. Una di queste è inserire nella nostra dieta alcuni dei così detti semi oleosi, che oltre a contenere numerosi nutrienti salutari per l’organismo sono anche buoni!
Vediamo insieme le proprietà di 3 tipi di semi, fra quelli più noti, e come usarli a tavola.

Semi di sesamo

I semi di sesamo sono ricchi di antiossidanti, che aiutano a contrastare l’invecchiamento.
Questi semi rappresentano una delle maggiori fonti vegetali di calcio; sono quindi un valido alleato delle ossa e aiutano a prevenire l’osteoporosi. Contengono inoltre ferro, proteine, vitamine del gruppo B, fibre e acidi grassi insaturi (ossia quelli “buoni”), utili per prevenire le malattie cardiovascolari.

Semi di sesamo: come usarli in cucina

Essendo molto aromatici, i semi di sesamo vengono inseriti in diverse ricette. Sono usati in prodotti da forno come pane, biscotti, ciambelline al vino, torte salate ecc. Sono buoni da mangiare anche mettendoli sopra a una bistecca di maiale o a una fetta di petto di tacchino panata, dopo la cottura.
La dose consigliata è di 20-30 gr al giorno, che corrisponde a circa due cucchiai.

Semi di zucca: buoni e salutari

La zucca è un ortaggio che in generale ha numerose proprietà salutari per l’organismo e diverse derivano dai semi. Fra queste ci sono:

  • un alto contenuto di antiossidanti come i carotenoidi (che prevengono il cancro e sono utili per la vista), il manganese e la vitamina E; la presenza di numerose vitamine come la C (che favorisce le difese immunitarie e la sintesi del collagene), la già citata vitamina E, vitamine del gruppo B (che supportano i diversi processi metabolici), vitamina K (che incide positivamente sulla funzionalità delle proteine che agevolano la formazione e il mantenimento in salute delle ossa);
  • alta presenza di fibre (utili a contenere il livello di glicemia nel sangue) e micronutrienti come calcio, fosforo e magnesio, validi alleati delle ossa;
  • numerosi sali minerali fra cui il potassio, che aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari.

Altri vantaggi dei semi di zucca sulla salute sono: il contenuto di antinfiammatori, che aiuta a prevenire malattie come l’artrite e il diabete di tipo 2; le proprietà antitumorali, che contrastano la formazione del cancro a stomaco, colon, polmoni, prostata e mammella.

Come mangiare i semi di zucca

Che dire, questi semi sono davvero un ottimo alleato della salute!

Ma come possiamo inserirli nella nostra dieta? Fra le varie possibilità:

  • si possono aggiungere a un’insalata mista o a piatti freddi come l’insalata di riso;
  • sono presenti all’interno di barrette o in prodotti da forno come pane, cracker e focacce;
  • si possono gustare sotto forma di pesto (tritati insieme ai pinoli). La preparazione è semplice e grazie alla sua cremosità il pesto si può utilizzare sia spalmandolo sui crostini, sia come condimento per la pasta.

Si consiglia di assumere 30 gr di semi di zucca quotidianamente.

Vantaggi dei semi di girasole per la salute

Uno dei maggiori pregi dei semi di girasole è quello di contenere molti acidi grassi insaturi, che aiutano a prevenire l’ipercolesterolemia. Hanno inoltre diverse vitamine fra le quali la E, preziosa per rallentare l’invecchiamento cellulare e tutelare l’organismo da alcune patologie degenerative. Sono ricchi di minerali, in particolare di selenio (che ha proprietà antiossidanti), fosforo, ferro, manganese, magnesio e zinco (determinante per il corretto funzionamento di vari ormoni, fra cui quelli della tiroide, gli ormoni sessuali, della crescita e l’insulina).

Come inserire i semi di girasole nella dieta?

Buoni da associare ad alimenti sia dolci sia salati, i semi di girasole si possono unire a: yogurt (insieme ai cereali), insalate o minestre, uova sode (con l’aggiunta di tonno in scatola); sono inoltre un ottimo ingrediente da inserire nelle ricette dei prodotti da forno come biscotti, pane, taralli ecc.
La porzione quotidiana consigliata è di 10-20 gr.

Visite specialistiche ed esami diagnostici

Avere un’alimentazione bilanciata è importante per puntare sulla prevenzione, ma è altrettanto determinante sottoporsi periodicamente a dei controlli medici.
Presso CENTER MED troverete specialisti qualificati, che vi indicheranno i percorsi diagnostici e terapeutici più adatti a voi.
Per quanto riguarda la salute del cuore, presso il nostro Centro potete prenotare la visita cardiologica, gli esami necessari per diagnosticare l’eventuale presenza di anomalie cardiache (come l’Holter cardiaco) e, se necessario, intraprendere un percorso di cura.
Per valutare la densità ossea CENTER MED mette a disposizione un macchinario di estrema precisione: la MOC-DEXA (Dual Energy X-ray Absorptiometry). Questo esame consente anche di monitorare la risposta del paziente a cui è già stata diagnosticata l’osteoporosi, alle cure farmacologiche intraprese.

Per informazioni e prenotazioni potete contattarci ai seguenti recapiti telefonici: 06 508079206 5080755.

Corsa e camminata veloce: come prevenire gli infortuni

Corsa e camminata veloce: come prevenire gli infortuni

Con la bella stagione e in prossimità della “prova costume” in molti, oltre a mettersi a dieta, si pongono l’obiettivo di riprendere a fare attività fisica, non considerando tutta una serie di fattori di rischio per chi non è allenato.
Cosa scegliere ad esempio tra la camminata veloce e la corsa? Vediamo i rischi e i benefici di queste due discipline sportive.

Vantaggi e svantaggi di corsa e camminata veloce

La camminata veloce e la corsa sono entrambe ottime attività fisiche che non richiedono grandi abilità, e che possono avere numerosi effetti benefici sulla salute. Il primo vantaggio è che si praticano all’aperto esponendo il corpo al sole, fondamentale per sintetizzare la vitamina D (indispensabile per fissare il calcio nelle ossa). Tuttavia ci sono alcune differenze tra le due attività, che potrebbero influire sulla scelta di una rispetto all’altra.
La corsa, ad esempio, è uno sport ad alto impatto che può mettere a dura prova le articolazioni, specialmente se non si ha una buona tecnica di corsa. Inoltre nel tempo può causare lesioni dovute a sollecitazioni continue, come ad esempio: stiramenti, fratture da stress motorio, sindrome da attrito.
La camminata veloce, invece, grava di meno sui legamenti. Tuttavia la corsa ha anche alcuni vantaggi rispetto alla camminata veloce, come il fatto di essere un’attività più intensa che può aiutare a bruciare più calorie e migliorare la resistenza cardiovascolare.
In entrambi i casi è necessario fare attenzione alla respirazione, perché inspirare ed espirare correttamente aiuta a gestire meglio la fatica.
Per ottenere i risultati migliori entrambe le attività fisiche andrebbero svolte con regolarità. L’ideale sarebbe almeno tre volte a settimana, per 30-60 minuti.

Vantaggi dell’allenamento cardio

Sia la corsa sia la camminata veloce sollecitano l’apparato cardio-respiratorio.
I vantaggi che apportano entrambe le discipline sportive sono:

  • perdita di peso (che si ha in entrambi i casi, ma che nella corsa avviene più velocemente);
  • il sistema immunitario si rinforza;
  • più ci si allena, più aumenta la resistenza e la velocità con la quale si svolgono le due attività;
  • rafforzamento dell’apparato cardiocircolatorio;
  • riduzione dello stress e miglioramento di umore e autostima.

Come prevenire gli infortuni

Per prevenire gli infortuni durante la corsa o la camminata veloce è determinante avere delle accortezze. Ad esempio è fondamentale indossare le scarpe adatte per l’attività scelta, in modo da proteggere le articolazioni e i muscoli. Sicuramente la scarpa giusta ci tutela dal rischio di prendere delle distorsioni alle caviglie, e agevola il lavoro della colonna vertebrale e di tutto il corpo. Inoltre è necessario fare un riscaldamento adeguato prima di iniziare l’allenamento e fare stretching dopo, per evitare stiramenti muscolari.

Consigli per gli under 50

Per gli under 50 è determinante seguire un programma di allenamento graduale, che consenta al corpo di adattarsi progressivamente all’attività scelta. Inoltre, è importante ascoltare il proprio corpo e fare pause se si avvertono dolori o fastidi.
Se si hanno problemi articolari o muscolari, osteoporosi o altre patologie che possono influire sull’attività motoria è opportuno consultare uno specialista. L’ortopedico vi consiglierà lo sport più adatto a voi e se è il caso di fare dei controlli prima di iniziare a praticarlo. Per persone che hanno determinati disturbi sarà inoltre necessario sottoporsi a delle sedute di fisioterapia.

In sintesi, sia la camminata veloce che la corsa possono essere attività fisiche benefiche per la salute, ma è importante scegliere quella più adatta alle proprie esigenze e prevenire gli infortuni avendo le opportune precauzioni.

Visite specialistiche, esami diagnostici e fisioterapia

Presso il CENTER MED potrete prenotare visite specialistiche ed esami diagnostici, oltre che eventuali percorsi di riabilitazione motoria. Nel nostro Centro troverete specialisti altamente qualificati, ambulatori e spazi attrezzati nell’ambito della Fisioterapia e della Riabilitazione.
Per chi ha problemi di osteoporosi mettiamo inoltre a disposizione un macchinario con una tecnologia innovativa: la MOC-DEXA (Dual Energy X-ray Absorptiometry). Oltre a valutare con estrema precisione la densità ossea, in presenza di patologie già diagnosticate la MOC-DEXA consente di monitorare la risposta del paziente alle cure farmacologiche.

Per informazioni e prenotazioni potete contattarci ai seguenti recapiti telefonici: 06 508079206 5080755.

Disturbi primaverili: come affrontarli?

Disturbi primaverili: come affrontarli?

La primavera, detta “la bella stagione”, è amata da molti per il clima mite, le giornate che si allungano e per gli splendidi colori che caratterizzano il risveglio della natura. Tuttavia questa stagione porta con sé anche disturbi per la salute, meno piacevoli, ma che se affrontati per tempo, e in modo adeguato, si possono superare senza grosse difficoltà. Vediamo insieme quali sono e come gestirli.

Disturbi primaverili che colpiscono l’apparato muscolo-scheletrico

Abbiamo detto che con l’arrivo della primavera le giornate si allungano e il clima è piacevole, ma gli sbalzi di temperatura o i cambiamenti climatici possono incidere negativamente sull’apparato muscolo-scheletrico. Questi disturbi colpiscono prevalentemente chi ha i reumatismi e l’artrite. Se soffrite di tali patologie, per preparare al meglio il corpo ad affrontare questi momenti è importante puntare sulla prevenzione, sottoponendosi a dei cicli di fisioterapia.

Stanchezza, irritabilità e difficoltà digestive

La prima difficoltà che incontra il nostro organismo all’inizio della primavera è la necessità di adattarsi alla variazione dell’orario, con le lancette che si spostano in avanti facendoci perdere un’ora di sonno. Sembra una cosa banale, ma in realtà il corpo ha bisogno di qualche giorno per ritrovare il giusto equilibrio.
Il cambiamento delle condizioni climatiche può portare le persone a sentirsi più stanche, irritabili, ad avere mal di testa, difficoltà a concentrarsi e problemi digestivi.
In questo periodo l’organismo deve affrontare diverse novità fra le quali: la necessità di avere maggiori energie per affrontare le giornate più lunghe e più ricche di attività funzionali; variazione dell’alimentazione con l’introduzione di nuovi prodotti stagionali; adattamento alle abitudini che cambiano.

Per superare tali difficoltà qualche consiglio utile è:

  • organizzare la giornata stabilendo degli orari precisi in cui svolgere le diverse attività;
  • praticare sport, ma in modo graduale se non si è allenati;
  • bere tanta acqua e limitare il consumo di alcolici;
  • avere un’alimentazione sana ed equilibrata, ricca di frutta e verdura di stagione;
  • dedicare un po’ di tempo a voi stessi e ai vostri interessi.

Sicuramente avere la consapevolezza che questi disturbi possono essere dovuti al cambio stagione aiuta a superarli più facilmente, tuttavia se persistono è opportuno consultare un medico.

Allergia ai pollini

Un altro problema da non sottovalutare che la primavera porta con sé è l’allergia ambientale ai pollini. Sono sempre di più le persone che inalando i pollini prodotti da alcune piante durante la fase della fioritura hanno delle reazioni allergiche. Questo fenomeno si estende da marzo a settembre, ma la concentrazione maggiore si ha da aprile a maggio. Fra le piante e gli alberi allergizzanti ci sono:

  • graminacee e parietaria;
  • ulivo, pino, quercia, cipresso ecc.

I sintomi che si manifestano sono:

  • starnuti ripetuti, muco eccessivo, prurito al naso, congestione nasale;
  • tosse secca, che in alcuni casi può aggravarsi causando l’asma bronchiale;
  • prurito agli occhi e lacrimazione eccessiva, che può avere come conseguenza la comparsa della congiuntivite allergica;
  • spossatezza e difficoltà di concentrazione;
  • emicrania;
  • dermatite.

Ma a cosa sono dovute queste reazioni allergiche?
Il sistema immunitario delle persone sensibili a tali allergeni nel momento in cui li inalano produce le IgE. Se l’esposizione ai pollini è prolungata, l’organismo rilascia sostanze vasoattive come l’istamina, con conseguente infiammazione delle vie respiratorie e della pelle.

Prevenzione e cura delle allergie ai pollini

Le malattie allergiche in generale non vanno trascurate, perché i sintomi nel tempo possono avere degli effetti dannosi su alcuni organi. L’asma bronchiale, ad esempio, se non affrontata con una terapia adeguata può compromettere il funzionamento di bronchi e polmoni. Puntare sulla prevenzione, rivolgendosi a un medico allergologo, è fondamentale per trovare la cura che consenta di contenere i sintomi quando l’organismo entra in contatto con gli allergeni e per evitare che certe patologie si cronicizzino. Inoltre attraverso i test allergologici è possibile individuare in modo specifico a quale piante si è allergici, informazione utile anche per evitare, per quanto possibile, di entrarci in contatto. Nelle giornate ventose, ad esempio, per i soggetti allergici ai pollini è opportuno indossare occhiali da sole per contenere il contatto degli occhi con gli allergeni presenti nell’aria ed è sconsigliato fare lunghe passeggiate immersi nella natura.

Visite specialistiche, esami diagnostici e fisioterapia

Presso il CENTER MED potrete prenotare visite specialistiche e gli esami necessari per prevenire e, se necessario, curare eventuali patologie.
Per quanto riguarda la Fisioterapia, il nostro Centro mette a disposizione dei propri pazienti medici e fisioterapisti altamente qualificati, che operano all’interno di ambulatori e spazi attrezzati.
Per informazioni e prenotazioni potete contattarci ai seguenti recapiti telefonici: 06 508079206 5080755.

<strong>Donne al centro: salute e prevenzione femminile</strong>

Donne al centro: salute e prevenzione femminile

L’8 marzo si festeggia la Giornata internazionale della donna, per non dimenticare le ingiustizie compiute nei confronti delle donne, sottoposte a violenze e discriminazioni. Negli anni sono riuscite ad emanciparsi e a conquistare una propria autonomia economica e sociale, e questa ricorrenza è l’occasione per sottolinearlo.

Famiglia, lavoro, carriera professionale spesso riducono il tempo che le donne possono dedicare a se stesse e alla propria salute. Marzo è il mese in cui sono protagoniste, ed è anche l’occasione per dedicare un po’ di tempo alla prevenzione.

Prevenzione femminile

La prevenzione femminile è importante a tutte le età, ma dopo i 40 anni lo è ancora di più. Le patologie strettamente legate alle donne riguardano l’apparato ginecologico e mammario. Vediamo nello specifico quali sono e come comportarsi.

Malattie dell’apparato ginecologico

Cisti ovariche: quando compaiono e come gestirle

Da cosa sono causate le cisti ovariche? Il processo di maturazione della cellula uovo, che avviene all’interno di involucri detti follicoli, a volte può subire delle alterazioni, dalle quali hanno origine le cisti (sacche con un contenuto liquido). Spesso sono di natura benigna e vengono espulse durante il flusso mestruale.

Quali sono i campanelli d’allarme che devono indurci a fare dei controlli? Se si avvertono dei dolori nella zona pelvica, dopo i rapporti sessuali o se si ha un flusso mestruale anomalo (eccessivo o scarso) è opportuno fare un’ecografia transvaginale. Se l’esame conferma la presenza di cisti, è necessario monitorarle sottoponendosi periodicamente allo stesso esame. La necessità di ricorrere all’intervento chirurgico è rara, perché il più delle volte queste sacche si riassorbono in modo spontaneo.

Cancro della cervice uterina

Spesso sentiamo parlare dell’importanza di sottoporsi al vaccino contro il Papilloma virus, che si trasmette per via sessuale. È importante farlo, perché un’infezione dovuta all’HPV (Human Papilloma Virus) può avere come conseguenza la formazione di una neoplasia nella parte inferiore dell’utero, ossia la cervice uterina. In molti casi questo tumore nella fase iniziale è silente quindi è opportuno effettuare ogni 2-3 anni il pap-test, per rilevare tempestivamente eventuali anomalie. Questo è uno degli esempi emblematici di quanto sia importante puntare sulla prevenzione femminile.

Fibroma uterino

Il fibroma uterino è una neoplasia che inizialmente è asintomatica e fortunatamente le probabilità che possa trasformarsi in un tumore maligno sono molto basse. In genere colpisce le donne fra i 35 e i 50 anni e l’esame che consente di individuarlo è l’ecografia transvaginale. È opportuno diagnosticarlo nella fase iniziale, perché l’aumento di volume può causare sintomi che in diversi casi influiscono negativamente sulla vita delle donne. Fra quelli più diffusi ci sono:

  • dolori nella regione pelvica e durante i rapporti sessuali
  • rischio di anemia a causa di un flusso mestruale intenso
  • incontinenza
  • sterilità
  • problemi in gravidanza.

Tumore al seno: prevenzione e cura

Il tumore al seno è una patologia che può colpire le donne anche in giovane età, quindi è fondamentale puntare sulla prevenzione e non trascurare dei segnali della presenza di possibili anomalie. Il tessuto tumorale è formato da cellule anomale presenti all’interno delle ghiandole mammarie, dove continuano a riprodursi. Per questo è importante sottoporsi a degli screening periodici, per avere la possibilità di individuare eventuali neoplasie nella fase iniziale e ricorrere a cure non invasive.

Ma quali sono i campanelli d’allarme?

  • Presenza di noduli, che si possono individuare attraverso la palpazione della mammella;
  • secrezione di liquidi o sangue dai capezzoli;
  • se i linfonodi presenti sotto alle ascelle sono gonfi o se si notano delle rientranze sul tessuto del seno.

Nella prevenzione di questa malattia è importante fare attenzione anche ai fattori di rischio. Fra i più comuni ci sono:

  • familiarità
  • menopausa
  • età superiore ai 50 anni
  • obesità
  • sedentarietà
  • tabagismo
  • non aver avuto figli o averli avuti dopo i 30 anni
  • alimentazione povera di frutta e verdura, e ricca di grassi.

Quando è consigliato iniziare la prevenzione senologica?

In una situazione di normalità dopo i 30 anni è opportuno sottoporsi a dei controlli, da ripetere annualmente, che prevedano: visita senologica ed ecografia mammaria. Superati i 40 anni è consigliabile effettuare anche la mammografia. Se invece si avvertono alcuni dei sintomi sopra elencati o si ha familiarità con questo tipo di neoplasie, gli screening vanno pianificati con il supporto dello specialista.

Check-up per la prevenzione femminile

Ogni donna merita tutta la nostra attenzione. Per tutto il mese di marzo vi proponiamo dei pacchetti dedicati alla prevenzione femminile per le donne under e over 40.

Per informazioni e prenotazioni potete contattarci ai seguenti recapiti telefonici: 06 508079206 5080755.

Fragilità ossea: cause e rimedi

Fragilità ossea: cause e rimedi

Le ossa che compongono l’apparato scheletrico sono di norma flessibili e molto resistenti, ma con l’avanzare dell’età, e in presenza di determinate patologie, la loro conformazione cambia. Il dolore alle ossa non è l’unico campanello d’allarme che ci deve spingere a fare dei controlli, perché ci sono malattie, come ad esempio l’osteoporosi, che nella fase iniziale non presentano sintomi e quando questi compaiono la malattia è già in uno stadio avanzato. Cosa fare quindi per tutelarsi? Sicuramente puntare sulla prevenzione è la strada migliore per evitare o rimandare la comparsa di determinate patologie e, nel momento in cui si presentano, per gestirle adeguatamente.

Lo stile di vita può influire sull’insorgere di determinate patologie, quindi vi daremo qualche suggerimento utile per prendervi cura delle vostre ossa.

Vedremo inoltre insieme quali sono alcune delle malattie che colpiscono le ossa e i rimedi per affrontarle in modo adeguato.

Da cosa è causata la fragilità ossea?

Il tessuto osseo che con il passare del tempo si usura, in una situazione di normalità viene rimosso fisiologicamente e rigenerato da cellule dette osteoblasti, che rimodellano l’osso. Tale processo è controllato dal sistema endocrino (formato da tiroide, paratiroidi, ipofisi, pancreas, ghiandole surrenali ecc.) e coinvolge sostanze come ad esempio il calcio, altri minerali e la vitamina D. Con l’avanzare dell’età o a causa di vari fattori questo equilibrio può essere compromesso, rendendo le ossa fragili e quindi a rischio di fratture.

Quali sono i soggetti più esposti?

  • Le donne nella fase post-menopausale, perché la produzione di estrogeni (che durante la menopausa diminuisce) si azzera. Una delle funzioni di questi ormoni è quella di controllare l’assorbimento di calcio. L’assenza di tale mediazione porta l’organismo a integrare la carenza di calcio attingendo alle riserve presenti nelle ossa, indebolendole. La patologia che può scaturire da questa rarefazione si chiama osteoporosi, che è possibile diagnosticare attraverso la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata). Una diagnosi precoce consente di ricorrere a terapie farmacologiche che, associate a scelte alimentari e stili di vita adeguati, arginano la comparsa di fratture principalmente a vertebre, femore, bacino o polso.
  • Anche se sono le donne ad essere più colpite da questa malattia, tuttavia possono soffrirne anche gli uomini ma, in genere, 10-15 anni dopo rispetto alle donne. Quindi mentre per le donne si consiglia di effettuare dopo i 45 anni screening medici periodici per valutare la salute delle ossa (che prevedano visite ed esami specifici come la MOC), per gli uomini questa raccomandazione si sposta in genere dopo i 70 anni. Se invece fanno un uso eccessivo di alcol, sono fumatori, assumono per periodi molto lunghi farmaci come il cortisone o hanno livelli di testosterone molto al di sotto della media, è opportuno che facciano questi controlli a partire dai 50 anni.
  • Celiaci e intolleranti al glutine.
  • Chi soffre di disfunzioni della tiroide, che si hanno quando gli ormoni tiroidei sono in eccesso (ipertiroidismo) o quando sono inferiori a quelli necessari (ipotiroidismo). Una delle conseguenze di queste anomalie è la diminuzione della densità ossea.
  • Chi è affetto dal Morbo di Paget, una malattia metabolica rara dello scheletro che si manifesta con l’ingrossamento e l’indebolimento del tessuto osseo, poco calcificato.
  • Persone con carenze di calcio e vitamina D nelle ossa, dovute a un insufficiente apporto nutrizionale o a un cattivo assorbimento da parte dell’intestino.
  • Tabagisti, chi abusa di alcolici, persone obese e/o sedentarie.
  • Chi assume per lunghi periodi determinati farmaci come: ormoni corticosurrenalici o corticoidi, antiandrogeni, antiestrogeni.

Come prendersi cura della salute delle proprie ossa?

Una significativa diminuzione del contenuto di calcio nelle ossa causa la decalcificazione ossea, che rende alcune parti dell’apparato scheletrico fragili. Tale condizione può causare problemi articolari, fratture o, come abbiamo detto, la comparsa dell’osteoporosi.

Questa rarefazione delle ossa si può manifestare con l’avanzare dell’età (ad esempio nella donna dopo la menopausa) oppure a causa di alimentazione o stili di vita sbagliati. Cosa fare per puntare sulla prevenzione? Ecco qualche suggerimento:

  • adottare una dieta sana ed equilibrata, scegliendo alimenti ricchi di calcio e vitamine (soprattutto la D, perché favorisce l’assorbimento di calcio da parte dell’intestino). Alimenti ricchi di calcio sono: latte e derivati, legumi, pesce azzurro (es. merluzzo, salmone, tonno, alici, sgombro), verdure come broccoli, carciofi, cicoria catalogna, finocchi, rucola, puntarelle ecc.
  • limitare il consumo di alcolici;
  • non fumare;
  • praticare attività fisica con regolarità e, se possibile, all’aria aperta perché l’esposizione al sole favorisce l’attivazione della vitamina D;
  • assumere il sale in modo moderato, perché influisce sull’eliminazione del calcio;

Un’altra cosa fondamentale è sottoporsi a dei controlli medici periodici, per verificare che sia tutto a posto. Lo specialista potrà fare una diagnosi precoce di eventuali patologie, avvalendosi di esami specifici come la MOC che consente di valutare la densità ossea. Se questa è minore rispetto ai valori di riferimento, siamo in presenza dell’osteopenia. Intervenire tempestivamente consente di arginare l’aggravarsi della situazione, che si ha con il passaggio dall’osteopenia a malattie come l’osteoporosi.

Visite specialistiche ed esami diagnostici

Presso il CENTER MED potrete prenotare visite specialistiche ed esami diagnostici, oltre che eventuali terapie di riabilitazione ossea.

Il nostro Centro dispone di un macchinario con una tecnologia innovativa nel settore della diagnostica per immagini: la MOC-DEXA (Dual Energy X-ray Absorptiometry). Oltre a valutare con estrema precisione la densità ossea, in presenza di patologie già diagnosticate la MOC-DEXA consente di monitorare la risposta del paziente alle cure farmacologiche.

Per informazioni e prenotazioni potete contattarci ai seguenti recapiti telefonici: 06 508079206 5080755.

Apparato urinario: come tutelarsi da eventuali disturbi

Apparato urinario: come tutelarsi da eventuali disturbi

L’apparato urinario maschile e quello femminile presentano delle differenze, prevalentemente nell’anatomia e nel funzionamento delle basse vie urinarie, ma con il passare degli anni li accomuna la comparsa di disturbi che possono influire negativamente sulla qualità della vita delle persone. Come sempre la strada per affrontare al meglio tali complicazioni è la prevenzione, che può rinviarne la comparsa. Tuttavia nel momento in cui determinate disfunzioni si presentano, rivolgersi a uno specialista è il modo più efficace per gestirle.

Vediamo insieme cosa hanno in comune e in cosa si differenziano i due apparati, e i fattori che possono comprometterne il corretto funzionamento.

Organi dell’apparato urinario

I componenti che accomunano l’apparato urinario maschile e femminile sono: i reni, la vescica (che si trova nel bacino), due ureteri (ossia le tubazioni che collegano i reni alla vescica); infine c’è l’uretra, condotto che porta l’urina dalla vescica verso l’esterno. Gli uomini hanno in più la prostata che è un organo ghiandolare che fa parte dell’apparato genitale, ma poiché avvolge il primo tratto dell’uretra influisce anche sulla regolazione del flusso urinario.

Reni

I reni sono due organi che si trovano ai lati della colonna vertebrale, dietro la cavità addominale, protetti dalla parte inferiore della cassa toracica.
Le loro funzioni sono:
– filtrare ed eliminare dal sangue tossine e sostanze di scarto prodotte dall’organismo, dopo aver metabolizzato cibo e farmaci;
– mantenere il giusto equilibrio fra acqua e sali minerali (compresi gli elettroliti);
– secernere determinati ormoni;
– regolare la pressione arteriosa.

La pelvi renale è la prima porzione delle vie urinarie. Ha la forma di un imbuto e raccoglie l’urina prodotta dai reni, che attraverso gli ureteri viene convogliata verso la vescica.

Vescica

La vescica è l’organo che funge da serbatoio dell’urina prodotta dai reni. L’urina dai reni arriva nella vescica attraverso due condotti, gli ureteri, e viene poi espulsa dall’organismo all’esterno attraverso un altro canale, ossia l’uretra.
Quest’organo è presente sia nell’uomo sia nella donna, ma collocato in punti diversi: nella donna si trova davanti all’utero, nell’uomo sopra la prostata.

Prevenzione urologica maschile

È noto quanto la prevenzione sia fondamentale per diagnosticare eventuali patologie e ciò è fondamentale se parliamo di apparato urologico.
Quando è opportuno per un uomo chiedere il consulto di un urologo? Per gli uomini al di sotto dei 30-40 anni è importante fare una visita urologica periodica per prevenire o curare patologie come:

  • prostatiti o uretriti (ossia infiammazioni della prostata o dell’uretra)
  • infezioni ricorrenti. In questo caso è importante puntare sulla prevenzione, per contrastarne le cause
  • disfunzioni della sfera sessuale, come quella erettile.

Per gli over 40 la visita urologica consente di:

  • diagnosticare precocemente il tumore alla prostata
  • prevenire o, se si è già manifestata, curare l’ipertrofia o iperplasia prostatica benigna (che si ha quando la ghiandola prostatica si ingrossa). Se trascurata, questa malattia può avere come conseguenza l’ostruzione anatomica dell’uretra e influire quindi negativamente sul deflusso urinario; nella fase acuta può causare dolori molto intensi. L’urina residua nella vescica può favorire l’insorgere di infezioni alle vie urinarie

Per quanto riguarda le patologie oncologiche, oltre alla prostata gli organi che possono essere coinvolti sono: reni, vescica e testicoli.

Prevenzione urologica femminile

Le infezioni alle vie urinarie, alle quali abbiamo fatto riferimento per gli uomini over 40, nelle donne si possono manifestare a prescindere dall’età. Questo perché l’uretra femminile non è molto lunga e ciò facilita la risalita di batteri dalla vagina verso la vescica. Una di quelle più frequenti, che colpisce anche in tenera età, è la cistite. Tale infezione è frequente anche nelle donne in gravidanza e in quel caso è dovuta prevalentemente ai cambiamenti ormonali.
Il rilassamento dei muscoli pelvici, che nelle donne si può manifestare in gravidanza, dopo il parto o durante la menopausa (fase in cui calano gli estrogeni), ha come conseguenza l’incontinenza urinaria.
Consultare un urologo è la soluzione per gestire al meglio prevenzione e cura di queste o altre malattie che riguardano l’apparato urologico.

Visita urologica ed esami diagnostici

Presso il CENTER MED potrete prenotare visite specialistiche e gli esami necessari per prevenire e, se necessario, curare eventuali patologie. Per informazioni e prenotazioni potete contattarci ai seguenti recapiti telefonici: 06 508079206 5080755.

Carenza di farmaci: breve delucidazione sulla crisi della filiera farmaceutica italiana

Carenza di farmaci: breve delucidazione sulla crisi della filiera farmaceutica italiana

L’attuale crisi di approvvigionamento delle materie prime sta mettendo in ginocchio l’intero settore manifatturiero, così come anche la filiera farmaceutica, che sta affrontando un momento critico di fronte alla carenza di oltre tremila farmaci. Questo fenomeno si sta manifestando soprattutto per alcune categorie di medicinali, tra cui antidolorifici, antidepressivi, antipertensivi, diuretici, neurolettici e antinfiammatori, come l’ibuprofene, particolarmente utilizzato per alleviare i sintomi del Covid-19.
Molti cittadini avevano già manifestato la loro preoccupazione quest’estate, dopo il boom della variante Omicron, che aveva reso la ricerca dell’antinfiammatorio un’impresa sempre più difficile.
Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, spiega che ciò che sta accadendo nel settore farmaceutico è lo specchio delle difficoltà che stanno colpendo la nostra società.

Quali sono le cause della carenza di farmaci?


Alla base di questa crisi ci sono molteplici i fattori: in primis l’emergenza Covid, che ha incrementato tantissimo la richiesta di questi medicinali, e poi la guerra in Ucraina, che con l’aumento dei prezzi di energia e carburante ha messo in ginocchio l’intera filiera produttiva. A tutto questo va aggiunto una crisi globale che non solo rende difficile reperire le materie prime per la produzione dei farmaci, ovvero i principi attivi, ma anche altri materiali come carta, vetro e alluminio, fondamentali per il loro confezionamento.

Tutti gli operatori del settore si appellano al Governo per far sì che venga attuata una strategia nazionale che possa salvaguardare la filiera farmaceutica che, oltre ad essere uno dei primi settori mondiali, rappresenta un elemento di sicurezza per il nostro paese, imprescindibile per la salute dei cittadini e per la sua tenuta sociale ed economica.

Nell’attesa di notizie più confortanti, noi di CENTER MED vi consigliamo di evitare le cure fai-da-te e di affidarvi sempre a dei professionisti, che possano proporvi, ove possibile, terapie e soluzioni alternative all’ utilizzo di medicinali, o semplicemente darvi indicazioni su come agire in caso di irreperibilità di un farmaco.

Prevenzione ginecologica: come orientarsi?

Prevenzione ginecologica: come orientarsi?

CENTER MED ha a cuore la salute delle donne e ha scelto di dedicare a loro il mese di ottobre puntando sulla prevenzione ginecologica.

L’apparato genitale femminile nel tempo subisce delle variazioni, quindi raggiunta l’età fertile è consigliato sottoporsi a dei controlli periodici, per verificare che sia tutto nella norma. È inoltre fondamentale rivolgersi a un ginecologo nel momento in cui si presentano dei sintomi indicativi dell’insorgenza di alcune patologie, che si possono diagnosticare con esami specifici. Vediamo insieme quali sono questi “campanelli d’allarme” e come orientarsi.

Patologie dell’apparato genitale femminile

Cisti ovariche

Le cause del ciclo mestruale irregolare (ossia troppo inteso o scarso) sono molteplici e una di queste è riconducibile alla presenza di cisti ovariche. Questa patologia colpisce soprattutto le donne in età fertile e nella maggior parte dei casi è di natura benigna. Ma in cosa consiste? L’attività dei follicoli, all’interno dei quali si sviluppa la cellula uovo, può subire delle momentanee alterazioni, che hanno come conseguenza la formazione di cisti ovariche. Se si ha un’alterazione del ciclo mestruale è quindi consigliato effettuare un’ecografia transvaginale. Se attraverso l’esame vengono individuate delle cisti, occorre monitorarle ripetendolo periodicamente.

Per fortuna nella maggior parte dei casi non è necessario intervenire chirurgicamente, perché a distanza di non molto tempo le cisti ovariche si possono riassorbire spontaneamente.

Sindrome dell’ovaio policistico

Alla base della formazione di cisti ovariche possono esserci delle malattie pregresse, come nel caso dell’ipotiroidismo (che si ha quando la tiroide lavora poco). Tale disfunzione non va sottovalutata, perché può causare diversi problemi fra cui influire negativamente sul metabolico e l’apparato riproduttivo. Se dall’ecografia transvaginale emerge che le ovaie hanno un aspetto policistico, per trovare la cura più adeguata occorre sottoporsi anche a un esame del sangue per verificare se gli ormoni tiroidei sono nella norma.

Quali sono i sintomi che devono allarmarci?

  • Irregolarità del ciclo mestruale: se l’intervallo fra una mestruazione e l’altra supera i 35 giorni; se i cicli mestruali annui sono inferiori ai 10 mesi. Tali alterazioni in numerosi casi possono portare all’infertilità;  
  • la crescita eccessiva di peli o, all’inverso, la caduta spropositata di capelli;
  • l’acne;
  • difficoltà a perdere peso.

Questi sintomi possono comparire dopo la prima mestruazione (il così detto menarca) o nell’arco di diversi anni. Sicuramente puntare sulla prevenzione ginecologica vi consente di avere una diagnosi precoce e, se necessario, ricorrere a cure adeguate che sono la soluzione migliore per evitare delle complicazioni.

Tumore della cervice uterina

Un’altra patologia che riguarda l’apparato ginecologico femminile è il tumore della parte inferiore dell’utero, ossia la cervice. La causa in genere è riconducibile a un’infezione dovuta all’HPV (Human Papilloma Virus), virus con cui si entra in contatto per via sessuale. Il ritardo del sistema immunitario nel contrastare tale virus, può avere come conseguenza la formazione di una neoplasia.

Dal momento che il tumore della cervice uterina nella fase iniziale è asintomatico, per diagnosticarlo è consigliato sottoporsi ogni 2-3 anni a un esame specifico, ossia il pap-test.

Nella fase avanzata del tumore i sintomi che possono manifestarsi sono:

  • dolori nella zona pelvica;
  • sanguinamenti vaginali lontani dalle mestruazioni o dopo i rapporti sessuali;
  • secrezioni vaginali anomale.

Fibroma uterino

Il fibroma uterino è un tumore, nella maggior parte dei casi benigno, e l’esame che consente di individuarlo è l’ecografia transvaginale. Spesso questa patologia è asintomatica, quindi fare dei controlli periodici consente di diagnosticarla. Quando invece i sintomi si presentano possono influire negativamente sulla qualità della vita di chi ne è colpito.

Alcuni sintomi sono:

  • sanguinamento uterino anomalo che, se eccessivo, può causare l’anemia;
  • incontinenza;
  • stipsi;
  • se la dimensione del fibroma aumenta molto, può provocare dolori forti;
  • aumento del rischio di infertilità;
  • rischio di aborto spontaneo durante la gravidanza o necessità di ricorrere al parto cesareo.

Visita specialistica ed esami mirati

CENTER MED vi fornisce la consulenza di specialisti qualificati e macchinari all’avanguardia, per effettuare le indagini diagnostiche necessarie a individuare possibili anomalie.

Per informazioni e prenotazioni potete contattarci ai seguenti recapiti telefonici: 06 5080792 06 5080755.