Vitamina D: un’alleata strategica del nostro benessere
Quest’anno l’estate è particolarmente rovente, ma ciò non deve scoraggiarci dal fare scorta di vitamina D, fondamentale per la salute delle ossa e non solo. La pelle esposta ai raggi solari ne favorisce una considerevole produzione da parte dell’organismo. L’esposizione al sole è fondamentale, perché l’alimentazione contribuisce solo parzialmente al fabbisogno di tale vitamina. Ma cosa la rende così utile al nostro corpo?
Qualità della vitamina D
Questa vitamina liposolubile agevola l’assorbimento intestinale di minerali indispensabili per la corretta strutturazione e mineralizzazione delle ossa. Contribuisce anche a:
- rendere i denti più forti e a prevenire le carie;
- agevolare la contrazione e la tonicità dei muscoli;
- supportare il sistema immunitario nell’ostacolare le infiammazioni.
Il ruolo indispensabile per le ossa
La vitamina D è un vero e proprio ormone con un ruolo chiave nel metabolismo osseo. La sua funzione principale è quella di permettere all’intestino di assorbire efficacemente il calcio e il fosforo. Il calcio corrisponde ai mattoni utilizzati per costruire una casa: senza la vitamina D, questi mattoni rimarrebbero inutilizzati, incapaci di essere integrati nella struttura delle nostre ossa. Una volta assorbiti, tale ormone ne regola il deposito nel tessuto osseo, un processo chiamato mineralizzazione. Questo è ciò che rende le nostre ossa dense, forti e resistenti alle sollecitazioni quotidiane.
Perché è rischiosa la carenza di vitamina D?
Quando i livelli di vitamina D sono insufficienti, le conseguenze sull’apparato scheletrico e non solo possono essere:
- rischio aumentato di osteoporosi. L’osteoporosi rende le ossa fragili e porose, aumentando il rischio di fratture anche per traumi minimi (le cosiddette “fratture da fragilità”). Una carenza di vitamina D ostacola l’assorbimento del calcio, accelerando la perdita di densità ossea.
- Osteomalacia: una patologia ossea che colpisce gli adulti. Caratterizzata da un difetto di mineralizzazione della matrice ossea, rende le ossa più fragili e soggette a fratture, malformazioni e dolore. Nei bambini, la stessa condizione è chiamata rachitismo.
- Debolezza muscolare: una carenza di vitamina D può contribuire a una riduzione della forza e della coordinazione muscolare, aumentando significativamente il rischio di cadute, specialmente negli anziani. Le cadute, a loro volta, sono la causa principale di fratture gravi, come quelle del femore o delle vertebre, con un forte impatto sull’autonomia e la qualità della vita.
- Recupero post-frattura: se avete subito una frattura, livelli adeguati di vitamina D sono essenziali per un recupero ottimale. Favoriscono la formazione del callo osseo e la mineralizzazione, accelerando il processo di guarigione e riducendo il rischio di non unione o ritardo di consolidazione.
Come ottenere e mantenere livelli ottimali di vitamina D?
- L’esposizione al sole è la fonte primaria. Si consiglia un’esposizione diretta della pelle (braccia, gambe e viso) ai raggi solari, senza protezione solare, per almeno 30 minuti al giorno. Per evitare scottature, è meglio prediligere le ore meno calde.
- L’alimentazione: alcuni alimenti contengono vitamina D, in particolare i pesci grassi (salmone, sgombro, tonno, aringhe), l’olio di fegato di merluzzo, il tuorlo dell’uovo, il latte e i suoi derivati, i cereali arricchiti con la vitamina D.
- L’integrazione: soprattutto per chi vive in aree con poca esposizione solare diretta, per le persone anziane o per chi ha specifiche condizioni di salute, l’integrazione è spesso necessaria.
Quando fare gli esami per valutarne i livelli presenti nel sangue?
Se avete fattori di rischio (età avanzata, menopausa, osteoporosi, fratture precedenti, scarsa esposizione solare, alcune patologie intestinali o renali), o se il vostro medico lo ritiene opportuno, è consigliabile dosare i livelli di vitamina D nel sangue nella forma 25(OH)D sierica. Questo semplice esame vi darà un quadro preciso della vostra situazione.
La vitamina D è liposolubile e si accumula nell’organismo. È quindi fondamentale non eccedere con i dosaggi fai da te. Il medico di base è il primo riferimento per valutare la necessità di dosaggi e prescrivere l’integrazione. L’ortopedico o il fisiatra possono fornire un supporto ulteriore in caso di problematiche come osteoporosi avanzata o fratture.
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